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Il commercio equo e solidale

16 Febbraio, 2008

Che cos’è e come funziona?!

Il Commercio Equo e Solidale (Fair Trade in inglese) è un sistema di distribuzione, basato sul rispetto e la trasparenza, il cui scopo preminente è assicurare i diritti dei produttori e dei lavoratori svantaggiati, specialmente nel Sud del Mondo. Si contrappone allo sfruttamento spesso operato dalle multinazionali e si propone di raggiungere una maggiore equità nel commercio internazionale.

Il Fair Trade sostiene chi è messo ai margini dal mercato tradizionale allo scopo di aiutarlo a passare da una posizione di vulnerabilità alla sicurezza ed all’autosufficienza economica. Inoltre permette ai lavoratori di avere un ruolo attivo all’interno delle loro organizzazioni.

Ipotesi di base per tale politica economica praticata soprattutto da associazioni e cooperative, con un elevata presenza di volontariato nei paesi ricchi, sono idee quali:

  • i prezzi vengono stabiliti da soggetti forti (multinazionali, catene commerciali) indipendentemente dai costi di produzione che sono a carico di soggetti deboli (contadini, artigiani, emarginati);
  • l’incertezza di sbocchi commerciali dei prodotti impedisce a contadini e artigiani di programmare seriamente il proprio futuro;
  • il ritardo dei pagamenti, ovvero il fatto che gli acquirenti paghino la merce molti mesi dopo la consegna e spesso anni dopo che sono stati sostenuti i costi necessari alla produzione (infrastrutture, semenza, nuovi impianti arborei, materie prime), favorisce l’indebitamento di soggetti economicamente deboli e un circolo vizioso che porta spesso all’usura;
  • i produttori non conoscono i mercati nei quali vengono venduti i loro prodotti e dunque non riescono ad adeguarsi e tanto meno a prevedere mutamenti nei consumi;
  • al fine di ridurre i costi, vengono impiegate tecniche di produzione che nel medio-lungo periodo si rivelano particolarmente negative per il produttore e/o la sua comunità;
  • al fine di aumentare i quantitativi prodotti, si fa ricorso al lavoro di fasce della popolazione che nei paesi ricchi viene particolarmente tutelata (bambini, donne incinte, …) e si rinuncia alla formazione dei giovani;
  • persone con scarsa produttività (rispetto alla concorrenza) non hanno di fatto possibilità di sopravvivere sul mercato;

Il commercio equo-solidale interviene creando canali commerciali alternativi a quelli dominanti, al fine di offrire degli sbocchi commerciali a prezzi minimi a coloro che producono in condizioni ritenute più sostenibili.

I principali vincoli da osservare sono i seguenti:

  • divieto del lavoro minorile
  • impiego di materie prime rinnovabili
  • spese per la formazione/scuola
  • cooperazione tra produttori
  • sostegno alla propria comunità
  • creazione, laddove possibile, di un mercato interno dei beni prodotti

Gli acquirenti (importatori diretti o centrali di importazione) dei paesi ricchi, si assumono impegni quali:

  • Prezzi minimi garantiti (determinati in accordo con gli stessi produttori)
  • quantitativi minimi garantiti
  • contratti di lunga durata (pluriennali)
  • consulenza rispetto ai prodotti e le tecniche di produzione
  • prefinanziamento

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